lunedì 24 febbraio 2020

"L'Alchimista" di Paulo Coelho - Riflessioni & Filosofia

l-alchimista-di-paulo-coelho-riflessioni-e-filosofiaL'alchimista che è in noi, responsabile per averci fatto sognare, per averci fatto soffrire ma che risponde alla vera natura e al destino di ciascuno.

Quando nel profondo si crede a qualcosa, quando si ha qualche strumento per far accadere qualcosa, la vita si mostra davvero a nostro vantaggio a discapito di eventi che ogni giorno compromettono il nostro essere alchimisti. Non a caso, questo è il messaggio ricorrente di questo emozionante libro: L'Alchimista di Paulo Coelho.

La paura di un alchimista inconsapevole


«Dobbiamo saper vedere con gli occhi giusti e ignorare gli ostacoli»


Ecco quello che potremmo dire a chi ci confessa quanto vorrebbe un po' di fortuna dalla vita. Parole, da buttare, direttamente nell'umido, secondo delle mie riflessioni.

Non si possono ignorare gli ostacoli della vita se si vuole esistere: è un concetto che è dentro l'esistenza in sé da cui non ci si può liberare. L'esistenza di ognuno di noi sarebbe strettamente collegata ad uno spazio temporale e metafisico nel quale, per raggiungere traguardi, non devi farti prendere dall'illusione di essere un punto nell'universo, un punto, manipolato da un'unità complessa, se non indefinibile, attorno alla quale risiede e svolge delle azioni in modo passivo e attivo interagendo con altri punti presenti nello spazio. 

L'Alchimista di Paulo Coelho, certamente uno dei libri più belli e suggestivi dell'autore, avverte quanto la radice dei problemi nella vita comincia da una nostra riflessione iniziale, motore delle nostre azioni umane.

(p.178)
"Purtroppo sono davvero pochi coloro che seguono la via tracciata per loro dall'Anima del Mondo, il cammino della Leggenda Personale, il sentiero della felicità. Poiché pensano che il mondo sia qualcosa di minaccioso, arrivano a renderlo ancora più ostile. [...] Perché, in tal caso, i cuori potrebbero dover affrontare una sofferenza maggiore. E non gli piace affatto soffrire." 
Ad accendere la luce della nostra riflessione e ad alimentare il motore delle nostre azioni, è la nostra vecchia zia mezza saggia e mezza ignorante: la paura

Mezza saggia perché fin da quando nasciamo la paura ha la fortuna di sospendere le nostre azioni. I neonati ad esempio, avvertono gli indizi di profondità e ciò li permette di non cadere quando camminano sopra un tavolo. Mezza ignorante perché intaccata da interferenze di valenza superficiale che lasciano spazio a impressioni che non coincidono molto spesso con un pensiero critico e logico in grado di farci avvicinare ad una realtà concreta. 

Tra filosofia e spiritualità


Ma molto spesso la realtà è un'altra, o meglio, smuove ogni tipo di definizione che vede lo spirito come protagonista di un viaggio infinito intriso di spiritualità.

Con gli occhi riempiti di lacrime, il mercante disse al ragazzo:
(p84)
"Perché l'idea di compiere il pellegrinaggio mi mantiene vivo. È ciò che mi fa sopportare questi giorni perfettamente uguali, questi vasi silenziosi sugli scaffali, il pranzo e la cena nell'orribile localino in cima alla salita. Temo che, realizzando il mio desiderio, non avrei più alcun motivo per restare in vita."
Il desiderio inespresso del mercante è ora quello di raggiungere la Mecca. Tuttavia è da prendere in considerazione la sua idea di desiderio certamente lontana da quella del famoso protagonista di questo racconto.

Infatti, se il primo vede il desiderio come un escamotage per mantenersi vivo, il secondo desidera fuggire dalla sua condizione fisica per trovare un tesoro, apparso in sogno, vicino le Piramidi d'Egitto.

l-alchimista-di-paulo-coelho


 Il desiderio di un alchimista inconsapevole

Santiago, il protagonista, sostiene (p.34):
"È la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita così interessante"

"Il Vocabolario di Bruno Migliorini e Giulio Cappuccini" (1965) propone una definizione per "sogno": « Il veder, il sentir con l'immaginazione, durante il sonno, cose che paiono vere e presenti, il più delle volte stranamente collegate. »
Poco fa abbiamo visto che la vita si porta dietro, come un fanalino di coda, un'alchimia di elementi positivi e negativi che sono proprio quelli che la caratterizzano totalmente.

Talvolta il sogno esprime un desiderio inconscio che riflette un sentimento di mancanza verso qualcosa. Alcuni buddisti prima di compiere un'azione rivolta verso uno scenario da inseguire riflettono ponendosi una domanda che tende a voler sapere se il proprio desiderio rappresenta un bisogno oppure una necessità. Questo esercizio li permette di raggiungere l'illuminazione.
Se è vero che possiamo evitare di incorrere in qualche scelta sbagliata, è anche vero che grazie agli eventi negativi possiamo conoscere la nostra personale soluzione che ci consentirà di ricalibrare la nostra bussola e stare meglio.

Fondamentalmente tutto attorno a noi è fallibile, è già perso, è già qualcosa che è difficile da definire. 
Ci affezioniamo, o meglio ci attacchiamo, molto spesso a qualcosa di cui ci siamo creati false aspettative e speranze lontane e ci "accomodiamo" su una frequenza, come se stessimo cercando una stazione radio in particolare che ci consente di non andare fuori di testa, e in questo modo potremmo affinare questa frequenza per "accomodarci" su delle altre che potranno convenire sul piano relazionale, del lavoro, e del mondo esterno in generale.
Fatichiamo a trovare una definizione di noi stessi a causa delle nostre paure e insicurezze accomodando le nostre risposte sulla base di approssimazioni illudendoci di saper davvero come fare, guarda caso, dopo tutto il tempo trascorso a fare sempre il passo più lungo della gamba, mentre la soluzione poteva risultare più semplice: fermarsi all'ascolto.

Un pensiero simbolico analogo viene riportato qui (p.129):
"Quando gli uomini cedono al fascino dei disegni e delle parole scritte, finiscono per dimenticare il linguaggio del mondo."

    E da qui scaturisce un altro problema: conviene rimanere sempre in una stessa condizione?
Occorrerebbe ricordare l'esempio di poc'anzi secondo cui gli individui vengono paragonati a dei punti in uno spazio pressoché infinito che inter-esistono e interagiscono tra loro.
Sulla base di questo, non credo che qualcuno di noi possa affermare in modo definitivo che la sua vita vada completamente liscia e senza intoppi, piuttosto si userebbe dire di stare bene o male usando un linguaggio di uso comune dettato da regole basate su una comunicazione influenzata da un certo tipo di cultura e società e intimità che si vuole preservare.

Coraggio di sbagliare 


(p115)

"Se qualcuno decidesse di affrontarlo (il deserto) a viso aperto, dimostrando un enorme coraggio, ma ignorando le sue parole silenziose, morirebbe il primo giorno"
Cosa vuol dire: Il coraggio non può mancare di una riflessione, di un ascolto indirizzato a ciò che si vuole fare della propria esistenza.
Paradossalmente, alla natura umana immersa di convinzioni, apparizioni e di teatro coronato da riflettori soffusi che non lasciano spazio a definizioni, sono del parere che bisognerebbe avere coraggio di desiderare di sbagliare, mettersi in una condizione tale da stare male, scomodi: fuori dalla zona di comfort.

In sostanza penso che bisognerebbe anticipare il gioco della sfortuna, ribaltando e rivalutando totalmente il concetto di sfortuna e di fortuna.

Ammettere che le cose nella vita sono date dal caso implicherebbe affermare, ad esempio, che 2+2 equivarrebbe a 4 per puro caso e una tale affermazione indurrebbe a pensare che la matematica stessa è data dal caso, che non vi sono regole che la fanno funzionare e che ognuno di noi può assumere la figura di maestro difronte a qualsivoglia materia, proponendo regole, formule, discorsi di natura etica e morale che potrebbero risultare veri e allo stesso tempo falsi, in sostanza, che lasciano spazio al relativismo e che hanno poca ragione di essere e perciò di essere altresì ascoltate.
Inevitabilmente una mente relativista che non tende a posizionare le cose che afferma su un livello concreto, utile al pensiero critico e all'agire sicuro, genererebbe ignoranza e un concatenarsi di atrocità.

Tutto ciò che facciamo è seguito da qualcos'altro che genera qualcosa ancora e così via.
Perdiamo qualcosa perché non siamo stati attenti, ci arrabbiamo perché non abbiamo mantenuto controllo, e tutti questi comportamenti sono tipici della nostra educazione che è centrata sul sentire meno che sull'ascoltare
Ci accorgeremmo della nostra incapacità di controllare le nostre colpe e i nostri fallimenti a causa dello scarso controllo che abbiamo su di essi. (Rielaborazione di una citazione di Jack Kerouac)
Desiderare di sbagliare, mettersi in discussione attivamente con criterio, intelligenza, per rendere una vita vissuta. Questa è la filosofia dietro L'Alchimista di Paulo Coelho.

(p67)
"Nella vita, talvolta le cose mutano nel tempo di un sospiro, ancor prima che riusciamo a rendercene conto."

(p.198)
"Ogni qualvolta riusciamo a migliorare nella nostra essenza, anche tutto ciò che ci circonda diventa migliore" 
Non siamo infallibili. Ci sarebbero molte cose che potremmo fare in questo momento della giornata e che non faremo. Per un certo verso, compiamo del bene e del male contemporaneamente. Ad esempio siamo soliti manipolare, o meglio sfruttare, la natura per soddisfare le nostre pance insaziabili e per rivestirci di orpelli per soddisfare il nostro maniacale egocentrismo.


Iniziazione spirituale dell'alchimista

Riflessione finale per L'Alchimista di Paulo Coelho


Paulo Coelho termina la stesura della sua storia così intrisa di simbolismi e di interpretazioni suggestive cogliendo l'occasione di ricordare quanto sia importante, e talvolta illuminante, un percorso all'insegna della introspezione, dell'amore per la vita e del coraggio.
Santiago, il futuro alchimista, che compirà la sua Leggenda Personale proprio nel luogo che aveva sognato, finirà per capire quanto il presente sia stato dall'inizio un momento da dove partire, da cui non tirarsi indietro, da cui trovare risposte giuste, amori e possibilità, e da cui ripartire nel caso si avesse bisogno di riflettere in un nuovo viaggio brindando ad un nuovo sogno.


(p. 125)
"Se riuscirai a vivere sempre nel presente, sarai un uomo felice. E capirai che nel deserto esiste la vita, che il cielo ospita miriadi di stelle e che i guerrieri combattono perché la lotta appartiene al destino del genere umano. La vita dev'essere una festa, un grande banchetto, perché è sempre e soltanto il momento che stiamo vivendo."


Nessun commento:

Posta un commento